ANTIDEPRESSIVI: BENEFICI ED EFFETTI COLLATERALI

Innanzitutto e' bene chiarire che gli attuali farmaci utilizzati per curare le depressioni, chiamati appunto antidepressivi, portano notevoli e benefici effetti non solo nella cura dei disturbi dell'umore, chiamati appunto depressioni, ma anche, come vedremo, in molti altri disturbi emotivi/psichici.

 

EFFETTI ANTI-ANSIA E ANTI-FOBIE

Ad esempio, attualmente, sono anche l'approccio terapeutico migliore, sotto ogni profilo, nella cura farmacologica dei disturbi d'ansia o nelle fobie (queste ultime sono paure specifiche di cose o di situazioni che irrazionalmente ci possono generare ansia: paura dei cani, delle gallerie, degli ascensori, degli aerei, delle autostrade, dello stare con agli altri o in luoghi affollati o  in grandi o piccoli spazi, dell'altezza, ecc... Questo tanto per citare solo alcune delle piu' comuni fobie).

 

EFFETTI DI CONTRASTO AL DECADIMENTO COGNITIVO DELLE DEMENZE

Si e' evidenziato, con studi di microscopia elettronica  e funzionali sul cervello, che l'utilizzo a lungo termine di antidepressivi ha un effetto anti-eta': infatti il loro utilizzo aumenta il numero di contatti tra le cellule nervose, chiamati sinapsi, migliorandone significativamente anche la funzionalita'. Si potrebbe dir che contrastano, in una certa  misura, i decadimenti cognitivi legati a sindromi demenziali e all’invecchiamento. Certo con questo non si puo' dire che curino le demenze, nelle quali per varie ragioni le cellule nervose progressivamente degenerano, ma sicuramente migliorano -e spesso in maniera molto efficace- l'efficienza delle cellule che ancora non sono state colpite dalla malattia e quindi portano a miglioramenti nel funzionamento mentale e fisico del paziente. Questo perche' il miglioramento della funzionalità cellule rimaste ancora indenni dai processi degenerativi “compensano” in parte la funzionalita' persa dalle cellule nervose che la malattia ha distrutto.

 

CONTROLLO DEGLI ATTACCI BULIMICI

Il primo degli antidepressivi di nuova generazione, la fluoxetina, si e’ dimostrato efficace nel limitare gli attacchi bulimici in chi soffre di Bulimia. Certamente in questi casi e’ indispensabile un approccio anche di tipo psicoterapeutico.

 

SUPPORTO NELLA DISMISSIONE DEL FUMO DI SIGARETTA

Il buproprione, un antidepressivo non nuovo ma comunque di seconda generazione, si e’ dimostrato utile nella sospensione del fumo di sigaretta.

 

DISTURBI SESSUALI

Sempre il buproprione si e’ anche dimostrato utile nel trattamento dei disturbi sessuali dove ci sia una riduzione dell’appetito sessuale, della libido, o disturbi nel raggiungimento dell’orgasmo soprattutto nel genere femminile.

Altri antidepressivi, sfruttando quello che normalmente vien considerato un effetto collaterale indesiderato, sono utili invece nel risolvere -e bene- il disturbo da eiaculazione precoce.

 

EFFETTO ANTIDOLORIFICO

Due antidepressivi di prima generazione, la clomipramina e l’amitriptilina, e uno di seconda generazione, la duloxetina, si son dimostrati utili nel controllo del dolore e in particolare in alcuni casi di dolore di tipo nevralgico.

 

INCONTINENZA URINARIA

Sempre la sopra citata duloxetina e’ efficace nel controllare l’incontinenza urinaria che spesso si manifesta in menopausa.

 

PREVENZIONE DEGLI ATTACCHI EMICRANICI

Un antidepressivo di prima generazione, l’amitriptilina, a basso dosaggio si e’ visto che e’ utile nel ridurre la frequenza degli attacchi emicranici quando questi diventino invalidanti e cioe’ con almeno 3 o 4 crisi al mese.

 

COLON IRRITABILE

Gli antidepressivi di prima generazione sono molto utili in questa patologia sia per la loro azione sulla “depressione mascherata” (che prende cioe’ l’aspetto apparente di un disturbo fisico come le scariche diarroiche e i dolori) che quasi sempre sottostà al disturbo intestinale e poi, grazie al loro comune effetto collaterale di provocare stipsi, limitano gli episodi diarroici

 

 EFFETTI CLINICI NELLE DEPRESSIONI

Certamente e’ in questo ambito che danno i migliori risultati portando ad una scomparsa della sintomatologia nel 70% dei casi e riducendola significativamente in un altro 20-25% dei casi. Vi e’ poi un numero assai limitato di situazioni, meno del 5%, nei quali le terapie farmacolgiche purtroppo sono inefficaci o assai scarsamente efficaci.

Comunque, quando efficaci e cioe’ nella maggior parte dei pazienti, sono in grado di migliorare significativamente la tristezza, a volte profondissima, quasi sempre presente nelle depressioni, e ridanno la capacita' di provare piacere nel fare le cose di tutti i giorni o quelle che sino a prima della malattia ci gratificavano e che, con la comparsa della depressione, non c'interessano piu' (ad esempio: leggere, andare al cinema, mangiare, incontrare gli altri, fare sport, andare in vacanza, uscire di casa, avere cura di sé sia sotto il profilo igienico che estetico, ecc.).

Regolarizzano, riportandoli alla normalita', i nostri ritmi biologici quali il ritmo sonno/veglia e l'appetito/sazieta’.

Riportano alla normalita' la nostra energia vitale, la nostra voglia di vivere e capacita' di fare le cose e di mantenere i nostri ruoli nella vita di tutti i giorni come genitori, nella vita di coppia e nel lavoro.

Riducono l'irritabilita' e quindi migliorano la nostra capacita' di tollerare gli stress e di gestire con assertivita' le relazioni interpersonali.

Fanno scomparire l'ansia che spesso si accompagna alla depressione.

Riportano la capacita' di pensare con ottimismo, con fiducia in noi stessi e nel futuro. Fanno scomparire i pensieri autosvalutativi o il desiderio di morire che, purtroppo, e' spesso presente nelledepressioni e che, in qualche caso, potrebbe condurre a gesti autolesivi talora anche fatali.

 

EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTIDEPRESSIVI

In generale sono farmaci assai ben tollerati dalla maggior parte delle persone e non presentano effetti collaterali gravi che molto raramente. Una certa cautela, riguardo a questi ultimi, andra’ posta nel loro utilizzo in pazienti affetti anche da epilessia o da importanti disturbi del ritmo cardiaco.

 

Un effetto collaterale, transitorio e della durata di qualche giorno al massimo, e’ una leggera nausea all’inizio della terapia: evenienza comunque non particolarmente frequente.

 

Quello che puo’ accadere, in qualche caso, e’ -purtroppo e paradossalmente- un transitorio peggioramento dell’umore nelle prime due settimane di terapia: questo va sempre segnalato soprattutto se compaiono o peggiorano dei pensieri di morte. In ogni caso, questo effetto collaterale puo’ esser parzialmente evitato aumentando con attenta gradualita’ il farmaco antidepressivo prima di raggiungere il dosaggio terapeutico.

 

Un altro effetto collaterale presente nella maggior parte degli antidepressivi è una riduzione dell’appetito sessuale e un ritardo nel raggiungimento dell’orgasmo. Comunque  tale effetto non si manifesta in tutti i pazienti, anche se effettivamente e’ comune. Tuttavia nel corso del tempo tende a ridimensionarsi molto. Ci son poi farmaci che meno di altri posson dare questo disturbo e uno, il bupropione come abbiam detto, che non solo non lo dà ma che anzi ha un’indicazione anche nei disturbi del desiderio sessuale e in particolare del genere femminile.

 

Non si puo’ poi considerare un effetto collaterale. Però una cosa da sapere con grande chiarezza e’ che questi farmaci hanno una latenza prima di cominciare ad esprimere la loro efficacia. La latenza dell’effetto antifepressivo e’ di almeno 2-3 settimane prima che cominci ad entrare in azione o, meno frequentemente, la latenza potrebbe essere piu’ lunga. Una maggiore latenza puo’ dipendere da una specificita’ soggettiva nel rispondere piu’ o meno rapidamente al farmaco oppure puo’ dipendere anche dall’eta’ (il sistema nervoso di un anziano puo’ rispondere in maniera meno pronta) o dal fatto che il dosaggio iniziale, per quella persona in particolare, puo’ non esser adeguato a determinare una risposta clinica ed andra’ quindi aumentato.

 

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