ANTIDEPRESSIVI: COME E PERCHE' FUNZIONANO. UN MECCANISMO D'AZIONE "ECOLOGICO"

Gli antidepressivi sono un’importante categoria di farmaci che permettono, in maniera “ecologica”, un ripristino della funzionalita’ delle cellule nervose che sono chiamate neuroni.

PREMESSA FORSE UN PO' COMPLESSA MA INDISPENSABILE: COME NASCE E SI PROPAGA UN IMPULSO NERVOSO

La trasmissione di un impulso nervoso da un neurone all’altro avviene con un meccanismo di tipo elettro-chimico, cioe’ nel neurone si determina un impulso elettrico che si trasforma da segnale elettrico in un segnale di tipo chimico con la liberazione di sostanze -dette neurotrasmettitori- nello spazio fra i neuroni e queste sostanze una volta liberate nello spazio sinaptico, a loro volta, sono in grado di determinare nel neurone successivo, legandosi a specifici recettori sulla membrana, la formazione di un nuovo segnale elettrico e così via di neurone in neurone.

Il neurone e’ costituito da un corpo cellulare, da un lungo prolungamento chiamato assone e da una quantita’ di prolungamenti brevi chiamati dendriti. I prolungamenti sono rivestiti da una guaina “isolante”, costituita da grassi (la mielina). Si potrebbe paragonare la guaina mielinca degli assoni e dei dendriti al rivestimento plastico di un cavo elettrico.

Questi prolungamenti entrano poi in un contatto particolare, chiamato sinapsi, con altre cellule nervose circostanti o anche molto lontane. In realta’ nelle sinapsi non c’e’ un vero e proprio contatto diretto ma rimane un piccolo spazio tra una cellula e l’altra detto spazio sinaptico.

Nella parte terminale del prolungamenti, dendriti o neurite che siano, sono contenute microgocciole che contengono sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori e le principali sono: la serotonina, la noradrenalina, la dopamina e l’acetilcolina. Questi neurotrasmettitori in parte vengono sintetizzati dal neurone ma in buona misura, una volta che hanno svolto la loro azione legandosi ai recettori post sinaptici, vengono riassorbiti e poi riutilizzati dal neurone che li aveva liberati per permettere la trasmissione nervosa (e proprio per l'ottimizzazione di questo utilizzo dei neurotrasmettitori, nel titolo di questo articolo si e' parlato di un meccanismo d'azione "ecologico", cioe' volto al riutilizzo al meglio di cio' di cui si puo' disporre). Inoltre sulla parte di membrana della cellula seguente vi sono delle strutture particolari, chiamate recettori (che potrebbero esser paragonati  a dei sensori), specifici per ciascuna delle sostanze contenute nella parte terminale della cellula nervosa che precede lo spazio sinaptico.

Inoltre la membrana del neurone e’ parzialmente e/o solo transitoriamente impermeabile agli elettroliti che sono differentemente distribuiti fra interno ed esterno del neurone (Sodio+, Potassio++, Cloro-, Calcio++, Magnesio++: elettroliti ciascuno dotato di una carica elettrica positiva o negativa) e questo determina una differenza di potenziale -o carica elettrica- fra l’esterno del neurone che e’ tendenzialmente positivo in condizioni di riposo e il suo interno che e’ tendenzialmente negativo a riposo. A seguito di stimoli si puo’ modificare la parziale impermeabilita’ della membrana del neurone e quindi, con un passaggio di elettroliti e quindi di cariche elettriche, si modifica la differenza di potenziale determinando così l’insorgenza di un impulso elettrico che poi si propaga lungo l’assone e i dendriti. Questo segnale elettrico propagandosi fino al termine di assone e dendriti determina la liberazione nello spazio sinaptico del neurotrasmettitore e quest’ultimo legandosi ai recettori della membrana post-sinaptica e’ in grado di modificare l’impermeabilita’ della membrana del neurone successivo agli elettroliti e quindi determina l’insorgere di un nuovo impulso nervoso che si propaga poi di cellula in cellula portando il segnale e quindi il messaggio nervoso.

COSA SUCCEDE ALLA TRASMISSIONE NERVOSA IN SITUAZIONI DI DEPRESSIONE E COME AGISCONO GLI ANTIDEPRESSIVI

Una depressione porta ad una riduzione della disponibilita’ di quelle microgocciole contenenti neurotrasmettitori al termine di assoni e dendriti e quindi riduce la capacita’ di trasmissione del segnale nervoso con la comparsa, sul piano clinico, dei sintomi della depressione e dell’ansia.

Gli antidepressivi sono in grado di prolungare -parzialmente bloccandolo- il riassorbimento del neurotrasmettitore che e’ stato liberato nello spazio sinaptico con l’arrivo dell’impulso elettrico. La conseguenza di questa azione e’ che, pur con una ridotta disponibilita’ di neurotrasmettitore come si verifica in una depressione, il neurotrasmettitore disponibile che e’ stato liberato ha un tempo maggiore di permanenza nello spazio sinaptico e quindi ha piu’ tempo per legarsi ai recettori post-sinaptici, modificandone anche la quantita’  e la sensibilita’, per determinare l’insorgenza di nuovi segnali elettrici che si potranno così propagare nella cellula successiva.

Questa riduzione della disponibilita’ di neurotrasmettitori puo’ determinarsi  o per una predisposizione genetica e quindi per una costituzione individuale o a seguito di particolari condizioni ambientali/esistenziali stressanti e che richiedono per protratti periodi di tempo un sovraccarico nervoso o anche per un sovrapporsi di entrambe queste situazioni.

In conclusione si puo’ dire che in maniera “ecologica” l’antidepressivo consente di ottimizzare l’utilizzo delle quantita’ di neurotrasmettitore disponibile bloccandone la ricaptazione  da parte del neurone che lo ha liberato, dando così anche piu’ tempo alla cellula nervosa per tornare a sintetizzare quantita’ adeguate del neurotrasmettitore la cui quantita’ si era ridotta. Questa azione sara’ in grado di far regredire la sintomatologia depressiva e ansiosa e di riportare il paziente ad avere un livello di funzionamento lavorativo, sociale e personale nuovamente adeguato e, spesso, anche migliore di quello preesistente la depressione.

 

 

 

Commenti (1)

renne roberta
  • 1. renne roberta | 08/05/2014
Ho trovato sia l'articolo che i video molto interessanti e molto chiari nelle descrizioni ed esposizioni dei concetti.

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