Psiche, Soma e il Sacro

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Immagine personale

Qui troverete il mio approccio alla cura dei disturbi psichici e neurologici e il mio stile di lavoro che mi piace definire "in maniche di camicia", cioe' orientato alla semplicita' e all'empatia.

 

Innazitutto: perche' il Sacro?

Da sempre il prendersi cura e l'alleviare il dolore degli uomini, sia nella psiche che nel corpo (o soma), ha a che fare col Sacro e questo sin dal tempo degli antichi Druidi e degli Sciamani ma questo e' vero anche oggi. Infatti il Giuramento d'Ippocrate e' ciò che conclude il percorso formativo di ogni Medico e che precede l'inizio della sua professione. E cos'e' il Giuramento d'Ippocrate se non un impegno al rispetto della sacralita' della vita e del prendersi cura di ogni essere umano che ce lo chieda? Di qui la scelta per la mia homepage dell'immagine di Uluru (o Ayers Rock), la montagna sacra degli aborigeni australiani e dei loro sciamani e l'immagine di uno di loro e' la seconda che ho scelto per l'homepage: in fondo quello sciamano ed io siamo Colleghi e la cosa non vi sorprenda...entrambi, ciascuno con dei propri strumenti, cerchiamo di prenderci cura di un essere umano, della sua sofferenza e sicuramente utilizzando entrambi innazitutto la piu' importante delle medicine: l'affetto per l'altro. Un Medico, ancorche' nato nell'era del pensiero scientifico e della tecnica, non deve mai dimenticare l'impegno, Sacro, preso con quell'iniziale e solenne giuramento del prendersi cura amorevolmente di altri esseri umani.

 

La mente o Psiche come prodotto/funzione del cervello, cioe' del Soma

La nostra mente, così complessa, affonda le radici del suo funzionamento nel cervello che quindi occorre conoscere nella sua struttura anatomica e funzionale. Questo concetto era ben presente gia' ad Ippocrate, il padre della Medicina, che 2400 anni fa sapeva e insegnava che "nel cervello si trova l'origine del pensiero, della tristezza e della gioia, del riso e del pianto".

Il cervello e' l'organo piu' complesso del corpo umano ed e' quello che presiede al controllo di tutti gli altri organi ma, soprattutto, e' quello che ci dà la nostra identita', quello che, alla fine, costituisce la nostra personalita', cioe' il nostro specifico modo di essere-nel-mondo, d'interagire con le situazioni della vita e con gli altri.

 

Una prospettiva: noi siamo la nostra memoria

Questo organo straordinario é in grado, piu' che di dar semplicemente risposte come fa un PC, di porsi delle domande, e' fatto per apprendere e memorizzare cio' che si e' imparato, dall'andare in bicicletta alle nozioni scolastiche, dallo stile con cui ci relazioniamo con gli altri, ai modi in cui reagiamo agli stimoli esterni, positivi o negativi che siano. Si potrebbe dire che noi siamo la nostra memoria. Potrebbe sembrar forse riduttivo ma se pensiamo a cosa accade a chi si ammala per una demenza ci accorgiamo di quanto questo corrisponda al vero: i Pazienti affetti da queste patologie, nelle quali il cervello subisce processi che ne distruggono l'integrita' anatomo-funzionale, piu' o meno gradualmente, perdono la memoria e, certo, non solo quella. Tuttavia quando si trovano in uno stadio avanzato di malattia e non riconoscono piu' neppure i familiari, ne' sè stessi, l'impressione e' che, purtroppo, siano morti viventi: il loro corpo funziona ancora ma ormai, essendo andati distrutti i "magazzini" della memoria e' come se non potessero piu' esistere come persone ma "solo" come esseri viventi. Nel senso che l'esser vivi, per come lo si puo' intendere, non e' solo avere un cuore che batte e un tubo digerente che funziona: e' soprattutto ricordare e sulla base di questo interagire col mondo e con i nostri affetti. Senza memoria tutte queste capacita' scompaiono e resta un corpo che, purtroppo, continua a funzionare. Dico "purtroppo" non per cinismo ma perche' credo nessuno vorrebbe continuare a "sopravvivere" e magari a lungo, come spesso capita, in una condizione del genere nella quale, anche la dignita' umana, vien completamente perduta.

Comunque é chiaro che, senza accanimento, occorre sempre prendersi cura -e con grande affetto- anche di chi si venga a trovare in queste drammatiche situazioni.

 

La sofferenza psichica e l'affetto/empatia

In fondo poi, al di là delle predisposizioni genetico-biologiche delle patologie mentali, il co-fattore essenziale nel determinarsi dei disturbi psichici e' una mancanza d'affetto o una distorsione nella capacita' di darlo o di riceverlo. Quindi, al di là di quanto oggi gli enormi sviluppi della farmacologia e delle conoscenze anatomo-funzionali ci permettano, il secondo fondamentale e imprescindibile fattore che porta alla guarigione è l'affetto ed e' proprio questo, espresso attraverso l'empatia, come per lo sciamano dell'immagine iniziale, insieme all'esperienza clinica, il principale "strumento" di cura che utilizzo con i miei Pazienti e che permette di arrivare alla guarigione o al superamento di un momento di crisi.

E l'affetto si esprime anche con la dedizione e il tempo. Per chi sceglie questa professione credo sia indispensabile esserci sempre sia sul piano emotivo ma anche su quello della reperibilita', perche' la malattia e il dolore non vanno mai in vacanza, purtroppo. Quindi, anche quando sono assente, un momento della giornata per dar riscontro ai pazienti che mi cercano c'e' sempre.

 

La crisi

A tutti la vita propone frequenti momenti di crisi: termine di derivazione greca che significa separazione. Separazioni da periodi della propria esistenza, ad esempio dall'infanzia per diventare adolescenti e poi adulti o la separazione dai propri affetti o da un lavoro, da una casa o da un luogo dove siamo cresciuti o dove abbiamo lungamente abitato o dalla condizione di uno stato di buona salute per scoprire la condizione spaesante della malattia. E' come se la vita fosse un lungo "esercizio" per formarci alla piu' estrema delle separazioni che tutti ci attende: quella da noi stessi con la morte. Quindi occorre imparare ad accogliere le crisi come delle opportunita' di crescita, di sviluppo della consapevolezza di noi stessi e delle nostre capacita'. Spesso riusciamo a superare queste prove, questi cambiamenti, da soli, con le nostre sole forze o magari con l'aiuto di chi ci e' affettivamente vicino ma in qualche caso questo non basta e occorre quindi, senza timori o pregiudizi, avere il coraggio e l'umilta' di riconoscere che non ce la si fa e percio' chiedere tempestivamente aiuto a chi per professione proprio di questo si occupa. Tempestivamente, sottolineo, perche' la crisi, perdurando, non si trasformi in un cronico malessere emotivo.

Buona lettura e buona visione !!

 

Piccola mappa del sito e info generali

Nel sito troverete testi nei quali trattero' personalmente argomenti che credo vi possano interessare ma potrete anche accedere a dei miei brevi video che vi offriranno l'opportunita' di conoscermi in maniera piu' diretta e completa di quanto invece non consenta uno scritto.

VOGLIO PRECISARE CHE L'IMPOSTAZIONE DEI CONTENUTI DEGLI ARTICOLI E DEI VIDEO E' DELIBERATAMENTE MOLTO DIVULGATIVA PERCHE' VOLTA AD ESSER COMPRESA, SPERO, DA CHIUNQUE.  

QUINDI HO EVITATO RIFERIMENTI SCIENTIFICI O TERMINI TROPPO TECNICI CHE USCIREBBERO DA QUELLO CHE E' UN MIO PERSONALE OBIETTIVO NEL RAPPORTO CON I PAZIENTI: ESSERE CHIARO E FACILMENTE COMPRENSIBILE. Per eventuali approfondimenti piu' strettamente tecnici ognuno di voi potrà attingere alle fonti specifiche presenti in internet ma che spesso però, se non maneggiate da chi abbia le competenze adeguate, finisce col generare solo timori infondati e fraintendimenti controproducenti. Del resto un compito fondamentale di ogni Medico dovrebbe esser quello di spiegare ai Pazienti e ai loro familiari quanto li riguarda in modo che possano comprendere a fondo. Se volete informazioni scientifiche cercatele in Google Scholar: e' il motore di ricerca che vi portera' a reperire articoli pubblicati su riviste accreditate dalla comunita' scientifica.

Se poi desiderate pormi delle domande o chiedermi di affrontare argomenti che qui non trovate potrete scrivermi aprendo la parte dei contatti: sara' per me un piacere cercare di chiarire i vostri dubbi.

Oltre che a Milano, ricevo anche a Masate e a San Giuliano Milanese

Per appuntamenti o informazioni telefonate al: 380-58.58.824

oppure scrivete a: psiche@marcozamperetti.it